Sedazione cosciente

I due termini racchiudono il significato di questa terapia medica per gestire l’ansia. Il paziente viene sedato attraverso specifici farmaci, in modo che sia più rilassato, senza però che diventi incosciente, come accade nella sedazione totale ospedaliera. Quali farmaci vengono usati? Essenzialmente due tipi: il protossido d’azoto, un gas, o le benzodiazepine, farmaci tranquillanti che vengono prescritti per molte altre patologie. La sedazione cosciente inalatoria viene praticata tramite una miscela gassosa di protossido d’azoto e ossigeno, in concentrazioni variabili a seconda del paziente, somministrata tramite una mascherina nasale. La combinazione gasssoa inizia a espletare il suo effetto dopo pochi minuti. Altrettanto velocemente, una volta terminata la prestazione, il suo effetto svanisce, in modo che il paziente possa tornare alla sua routine (anche se bisogna sempre valutare caso per caso). Una volta appurato che il paziente ha pienamente recuperato le sue capacità psicofisiche, può tornare a casa anche guidando da solo. Viene utilizzato spesso nei bambini (link interno), ma è assai valido anche nei pazienti adulti odontofobici o semplicemente ansiosi.

Macchina per la sedazione

Si tratta della terapia di prima scelta nella gestione dell’ansia odontoiatrica, per diversi motivi: Non è invasiva È estremamente sicura Può essere utilizzata per molte ore senza conseguenze Il recupero è molto veloce Nei casi più gravi possiamo ricorrere alla sedazione cosciente endovenosa: in presenza di un medico anestesista, vengono somministrati via endovenosa dei farmaci della famiglia delle benzodiazepine, ottenendo una sedazione sempre cosciente ma più profonda, che rappresenta il principale vantaggio rispetto alla prima. Un altro vantaggio non trascurabile è che subentra quasi sempre amnesia anterograda, per cui il paziente non ricorda nulla dell’intervento, che non può quindi costituire un trauma in grado di ostacolare le future cure dentali. D’altro canto, esistono una serie di svantaggi: È più invasiva, in quanto richiede la somministrazione dei farmaci tramite catetere venoso periferico Il paziente va accompagnato, e non può tornare alla sua routine per almeno 24 ore Devono essere svolti esami specifici prima della sedazione per ottenere il nulla osta Ecco alcune domande frequenti sulla sedazione cosciente: La sedazione cosciente con protossido è sicuro? Può dare reazioni allergiche? Si tratta di una terapia medica praticata da oltre 150 anni. Il protossido d’azoto è stato il primo gas medicale usato per interventi chirurgici, e fu scoperto da un dentista del Connecticut nella Seconda Metà dell’800. Le macchine usate per la somministrazione combinata di ossigeno e protossido non permettono la somministrazione del secondo oltre un certo limite, entro il quale si lavora in totale sicurezza, escluse poche e circoscritte controindicazioni specifiche (come chi ha avuto una perforazione recente del timpano). Trattandosi di un gas, e non di una proteina, non può assolutamente dare reazioni allergiche. Verrà fatta comunque l’anestesia locale? Parliamo di due cose diverse: la sedazione cosciente serve per rilassare il paziente, l’anestesia locale per bloccare le trasmissioni dolorifiche. Per quanto un paziente sia rilassato e quindi si alzi la sua soglia del dolore, il male si percepisce comunque! Quindi l’anestesia locale rimane comunque imprescindibile. Potrò tornare a casa guidando? Le benzodiazepine richiedono da poche ore (come nel caso del midazolam) ad alcuni giorni (come per il delorazepam) per essere smaltite dall’organismo. Siccome causano un obnubilamento con rallentamento dei riflessi, il paziente non può guidare per almeno un giorno dall’intervento (si valuta caso per caso ovviamente). Il protossido d’azoto è una molecola molto semplice, che non viene metabolizzata dal fegato ma direttamente espulsa come tale attraverso i polmoni. Permane per poco tempo nei tessuti, e infatti il recupero completo richiede circa un’ora. Anche se è consigliabile essere accompagnati, in linea teorica una volta trascorso un tempo adeguato il paziente può anche tornare a casa guidando. Ad ogni modo, somministriamo un test per rilevare lo stato psicofisico del paziente prima di lasciarlo andare.
Di Matteo Tealdo

I due termini racchiudono il significato di questa terapia medica per gestire l’ansia. Il paziente viene sedato attraverso specifici farmaci, in modo che sia più rilassato, senza però che diventi incosciente, come accade nella sedazione totale ospedaliera. Quali farmaci vengono usati? Essenzialmente due tipi: il protossido d’azoto, un gas, o le benzodiazepine, farmaci tranquillanti che vengono prescritti per molte altre patologie. La sedazione cosciente inalatoria viene praticata tramite una miscela gassosa di protossido d’azoto e ossigeno, in concentrazioni variabili a seconda del paziente, somministrata tramite una mascherina nasale. La combinazione gasssoa inizia a espletare il suo effetto dopo pochi minuti. Altrettanto velocemente, una volta terminata la prestazione, il suo effetto svanisce, in modo che il paziente possa tornare alla sua routine (anche se bisogna sempre valutare caso per caso). Una volta appurato che il paziente ha pienamente recuperato le sue capacità psicofisiche, può tornare a casa anche guidando da solo. Viene utilizzato spesso nei bambini (link interno), ma è assai valido anche nei pazienti adulti odontofobici o semplicemente ansiosi.

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