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Implantologia e chirurgia orale

Si tratta della soluzione migliore per sostituire un dente mancante, per ritrovare una buona estetica, una corretta masticazione o entrambi.

L’impianto dentale può essere considerata una radice artificiale, sulla quale in un secondo momento verrà messo il dente vero e proprio.

Vediamo quali sono, nella mia esperienza, le domande che più frequentemente i pazienti ci rivolgono, e alle quali è importante dare una risposta assertiva e esauriente per instaurare un buona comunicazione medico-paziente.

Fa male mettere un impianto? E nei giorni dopo? Gonfierò tanto?

L’intervento viene fatto in anestesia locale, quindi è a tutti gli effetti indolore se questa viene eseguita nei modi e nei tempi opportuni. Va però sottolineato che l’anestesia locale blocca la trasmissione degli stimoli dolorifici, ma non di quelli meccanici. Quindi per esempio, le vibrazioni della fresa durante un’otturazione o la pressione esercitata da una leva nell’estrarre un dente, anche se non causeranno dolore, verranno percepite. E se il paziente è particolarmente ansioso, potrebbe scambiare queste sensazioni meccaniche per stimoli dolorifici. In questi casi è consigliabile eseguire l’intervento in sedazione cosciente.

Il dolore nei giorni successivi può essere da molto lieve a intenso, a seconda dell’intervento e del paziente. Generalmente però sempre gestibile con i comuni antidolorifici, come Oki o Brufen, se prese con i dosaggi e le tempistiche opportune.

Il gonfiore è sempre presente, in maniera più o meno accentuata, e raggiunge l’apice intorno al terzo giorno, per poi andare a diminuire. Quando persiste, si somministra dei cortisonici per via intramuscolare o orale.

Se vuoi ulteriori informazioni, leggi il nostro articolo.

L’impianto dentale può dare rigetto dopo l’intervento? E negli anni successivi?

Assolutamente no! L’impianto è costituito da titanio, un materiale biocompatibile e anallergenico. Ad oggi non esistono casi documentati di allergia al titanio in bocca.

In senso stretto, il rigetto in realtà è una condizione clinica che riguarda solo gli organi trapiantati da altri donatori, con conseguenze che possono mettere a rischio la vita stessa del paziente… Nulla a che vedere dunque con gli impianti dentali!

Questo non significa che un impianto non possa essere perduto, come capita ai denti. Generalmente il tasso di successo a 10 anni è superiore al 90%, ma molti fattori possono influire sulla durata nel tempo, come l’igiene orale del paziente. Restano sempre fondamentali i richiami dal dentista, per poter monitorare la situazione nel tempo. Se il paziente si presenta con regolarità, diamo una garanzia di 10 anni sugli impianti.

Posso mettere l’impianto anche se ho poco osso?

Esistono diverse soluzioni chirurgiche per superare le difficoltà anatomiche dovute ad una più o meno marcata atrofia ossea. Possiamo dividerle in due grandi categorie: quelle che prevedono la ricostruzione dell’osso mancante, e quelle che sfruttano l’osso residuo o adiacente al sito dove mancano i denti, come ad esempio gli impianti zigomatici.

Bisogna valutare caso per caso in modo da decidere quali sia la soluzione più adeguata in base alle aspettative dei paziente, alle sue possibilità economiche e se sia disposto o meno ad affrontare inter riabilitativi lunghi e complessi, o se invece preferisce soluzioni più immediate.

Di Matteo Tealdo

Video di un caso clinico del Dottor Tealdo Matteo.

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