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Pedodonzia e Pet Therapy

Le particolarità dei bambini sulla poltrona del dentista

I bambini sono tra i pazienti meno collaboranti sulla poltrona del dentista. Infatti, non possiedono ancora le capacità dell’adulto di comprendere e controllare le proprie paure. Forzare il trattamento su un bambino poco collaborante può sortire l’effetto opposto a quello voluto, con il rischio, inoltre, di creare un trauma che può influenzarlo per tutta la vita.

La paura del dentista limita non poco la qualità della vita, perché questi pazienti si recano dal dentista solo quando hanno troppo male e la situazione dentaria, il più delle volte, è ormai compromessa. L’Istituto Superiore di Sanità, nella pagina dedicata alle linee guida sulla gestione dell’ansia odontoiatrica, riporta come fino a 1 persona su 4 ne soffra e che tra le principali cause vi siano proprio traumi dal dentista avvenuti in età pediatrica.

È fondamentale che il bambino venga seguito da un dentista specializzato nella cura dei più piccoli: il pedodontista, che deve essere molto empatico e in grado di guadagnare la fiducia del bambino. Già la scelta delle parole può influire sul successo della terapia, ad esempio chiamare “bacchetta magica” uno strumento odontoiatrico. Possono sembrare cose di poco conto, ma fanno realmente la differenza.

Se infatti un bambino si rifiuta di procedere, non c’è verso di fargli cambiare idea. E, ripeto, se forziamo oltre un certo limite il trattamento, possiamo davvero traumatizzarlo. Oltre al fatto che dobbiamo sempre lavorare garantendo la sicurezza del paziente, cosa che non è possibile se è agitato.

Trasformare la visita in un gioco: dai visori alla Pet Therapy

Bisogna cercare di rendere la seduta molto interattiva, quasi come fosse un gioco. In questo senso la tecnologia può aiutarci molto. Sono molto utili tutti i dispositivi tecnologici che permettono di introdurre elementi di distrazione, in modo che il paziente non sia estremamente focalizzato su quello che sta succedendo nella sua bocca, rendendo la seduta meno stressante.

Una soluzione molto indicata per i bambini è rappresentata dai visori di realtà aumentata specifici per l’ambito medico, che combinano suoni e immagini per impedire che il paziente pediatrico sia iperfocalizzato su ciò che sta accadendo. Il bambino si sente immerso in una realtà a parte ed essendo molto suscettibile agli stimoli visivi, come sperimenta chi ha un figlio che passa moltissimo tempo sui videogiochi, si distrae più facilmente da quello che gli accade in bocca.

Come studio, inoltre, stiamo portando avanti, insieme all’associazione di Alba Le2Impronte, un progetto di Pet Therapy per i piccoli pazienti, ovvero attività assistite con animali. In pratica, dopo aver ottenuto le relative autorizzazioni regionali, abbiamo allestito uno spazio ad hoc separato dal resto delle prestazioni dove, una volta al mese e solo con pazienti idonei, istruttori qualificati dell’associazione, con i loro cagnolini, vengono in studio e interagiscono con i bambini.

Il progetto si chiama “Dal dentista con Leo, Gaia e Zeus”, che sono i nomi dei cagnolini dell’associazione. Vediamo che, oltre a divertirsi molto, spesso affrontano con molta più serenità la visita dal dentista, soprattutto i pazienti con disabilità cognitive, come quelli dello spettro autistico, che molte volte vengono indirizzati a percorsi ospedalieri perché non collaboranti.

La Pet Therapy in ambito sanitario si sta consolidando sempre di più come terapia di supporto in diversi contesti sanitari.

Protossido d’azoto

Il trattamento di predilezione è quello della sedazione cosciente con protossido d’azoto, di cui abbiamo già parlato in maniera approfondita in una precedente intervista. Tramite una mascherina nasale il bambino respira una miscela di ossigeno e un gas ansiolitico noto come protossido d’azoto.

Quest’ultimo è un gas ansiolitico con lieve effetto dissociativo e analgesico centrale, che rilassa il paziente senza però che diventi incosciente o che perda i riflessi di protezione delle vie aeree. Per questo si parla di sedazione cosciente.

A parte alcune specifiche controindicazioni, si tratta di una procedura molto sicura, che richiede comunque un’adeguata formazione e il contesto appropriato. Gli effetti collaterali sono lievi e transitori e comprendono nausea, vertigini e formicolio alle estremità del corpo. Il recupero è molto rapido, in quanto questo gas non viene metabolizzato (se non in minima parte), ma espulso come tale dai polmoni.

Essendo molto sicura e poco invasiva, è il trattamento di predilezione nei pazienti odontoiatrici non collaboranti. Permette di rendere l’approccio con il dentista più sereno, evitando la comparsa di traumi. Addirittura l’esperienza dal dentista può essere associata a ricordi piacevoli legati proprio all’utilizzo di questo gas.

I bambini con bisogni speciali

Alcuni bambini, specie quelli con bisogni speciali come quelli con disturbi nello spettro autistico, sono poco collaboranti e, ad esempio, si rifiutano completamente di sedersi sulla poltrona o di indossare la mascherina. Nei casi in cui non si riesca a lavorare con la sedazione cosciente, possono essere indirizzati verso percorsi ospedalieri, dove si valuta il trattamento in sedazione generale.

Questo percorso può avere un impatto significativo non solo sul bambino, ma anche sulla famiglia, in termini di invasività della procedura, organizzazione e tempi di attesa. Per questo motivo, quando possibile, è importante cercare di gestire le cure direttamente in ambulatorio.

Un elemento chiave per raggiungere questo obiettivo è l’abituazione graduale del bambino, soprattutto se con bisogni speciali, all’ambiente e alle persone che vi lavorano. Il primo approccio è determinante: su di esso il bambino costruisce le proprie aspettative di paura o, al contrario, di fiducia.

Se infatti si riesce a instaurare un rapporto di fiducia, il bambino tenderà a presentarsi con regolarità alle visite di controllo e alle sedute di igiene orale, mantenendo una routine positiva che consente di ridurre significativamente il rischio di patologie dentarie, evitando così trattamenti più complessi e potenzialmente mal tollerati.

In questi casi spesso si ricorre a un approccio multifattoriale, che può prevedere la combinazione di sedazione cosciente con protossido, Pet Therapy e visori, a seconda del caso.

 

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